L’Ucraina sta valutando l’uso dei porti del Mar Baltico per le esportazioni di cereali, dopo che le perturbazioni della navigazione nel Mar Nero hanno ridotto in modo marcato la disponibilità della sua principale uscita marittima. Reuters ha riferito il 23 settembre che l’iniziativa è seguita a un incontro tra funzionari ucraini ed estoni e resta un’opzione allo studio, non un corridoio operativo annunciato.

Il vincolo principale riguarda capacità e costo. Secondo Reuters, la maggior parte dei carichi ucraini, compresi i cereali, è stata reindirizzata verso i porti fluviali del Danubio dopo gli attacchi che hanno compromesso le operazioni nel Mar Nero, dove in precedenza transitava circa il 90% delle esportazioni. L’agenzia ha anche riferito che i flussi attraverso i Paesi vicini dell’Europa orientale restano limitati: circa 340.000 tonnellate sono transitate nella prima metà di settembre. In un altro dispaccio, Reuters ha indicato che l’Ucraina aveva esportato finora in settembre circa 930.000 tonnellate di cereali, contro 1,78 milioni di tonnellate nel periodo comparabile del settembre 2025.

La risposta operativa immediata è incentrata sul Danubio. Le autorità dovrebbero autorizzare le navi dirette ai porti ucraini del Danubio a transitare dal Canale di Sulina quando sono ancora nel Mar Nero, anziché trattarle all’interno del canale. Gli spedizionieri hanno detto a Reuters che il cambiamento punta a smaltire una coda stimata in circa due settimane e potrebbe ridurre attese, dipendenza dalle banchine e manovre non necessarie. Il governo ucraino aveva già riconosciuto il 5 settembre che gli attacchi a navi civili e infrastrutture portuali costringevano gli esportatori a deviare le spedizioni, aumentando i tempi di transito e complicando l’esecuzione dei contratti.

Una rotta baltica non sarebbe un sostituto equivalente dei porti di caricazione in acque profonde del Mar Nero. Prima di poter sostenere volumi rilevanti richiederebbe capacità affidabili di ferrovia e frontiera, stoccaggio, assegnazioni di terminal e coordinamento con gli Stati di transito. Reuters ha riferito che il Ministero dell’Agricoltura ucraino stima un incremento di circa 100 dollari per tonnellata nei costi di esportazione tramite il Baltico e ritiene necessario un sostegno internazionale. Non sono stati identificati un pacchetto di finanziamento confermato, una data di avvio della rotta o capacità impegnate nei terminal baltici.

**Perché è importante:** Per noleggiatori, operatori e interessi del carico, il rischio passa da un rischio principalmente marittimo a un rischio integrato ferrovia-fiume-porto. Possono emergere opportunità di nolo per scali sul Danubio, transiti a Sulina e movimentazione di cereali nel Baltico, ma la programmazione deve tenere conto di code, vincoli di pescaggio e canale, passaggi di frontiera, incertezza sulle nomine dei terminal e rapidi cambiamenti delle condizioni di guerra e assicurazione. Le clausole contrattuali dovrebbero distinguere i carichi fermamente prenotati dai piani indicativi di rotte alternative. Il rischio è elevato a causa del conflitto armato in corso e della rapida evoluzione delle condizioni operative.

Processo editoriale assistito

La tecnologia ha supportato ricerca e stesura. TWS mantiene la responsabilità editoriale dei contenuti pubblicati e delle fonti citate.

Serve supporto operativo?

Trasformate le informazioni in azione.

Richiedi intervento