L’Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha riferito il 23 settembre che un workshop svoltosi a Lisbona dal 14 al 18 settembre, con l’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) e il supporto della World Maritime University, ha esaminato le implicazioni in materia di competenze e formazione per le navi che utilizzano combustibili alternativi e tecnologie emergenti. La discussione ha riguardato ammoniaca, metanolo, idrogeno, batterie e sistemi di cattura del carbonio a bordo.

**Sviluppo verificato.** Il workshop non ha introdotto un nuovo certificato formativo obbligatorio né un requisito operativo immediato. La sua rilevanza consiste nel collegare la transizione tecnologica alla revisione completa in corso, da parte dell’IMO, della Convenzione e del Codice STCW, mentre prosegue il lavoro sulle disposizioni formative per il personale impiegato su navi con combustibili alternativi e nuove tecnologie. I partecipanti hanno inoltre esaminato strumenti formativi pratici, compresi una nave a batterie, un e-Lab e strutture di realtà virtuale.

Il tema è importante poiché il dossier di sicurezza di una nave dual-fuel o con tecnologia nuova non si esaurisce nell’approvazione del progetto, nelle disposizioni di bunkeraggio o nelle specifiche del combustibile. Dipende anche dalla capacità di personale di guardia, addetti di macchina, comandanti, team a terra e soccorritori di riconoscere condizioni anomale, attuare procedure e comunicare in modo affidabile all’interfaccia nave-terra. Il recente lavoro del CCC 12 dell’IMO sulle linee guida di sicurezza per combustibili alternativi, inclusa la revisione della guida per metanolo/etanolo, indica parallelamente che il dispiegamento operativo procede più rapidamente rispetto a requisiti di competenza pienamente armonizzati per ogni tecnologia.

**Analisi.** Per gli operatori, nel breve termine conta la prova, non il presupposto. Un registro generico di familiarizzazione può essere insufficiente quando contenimento del combustibile, ventilazione, rilevamento, logica di arresto, DPI, sequenza di bunkeraggio o misure d’emergenza differiscono sostanzialmente dalle operazioni convenzionali. Le matrici formative dovrebbero quindi essere collegate all’impianto e al profilo operativo effettivi, incluse toccate portuali, fornitori di combustibile, interfacce cargo e soccorritori terzi.

**Perché conta.** Armatori e noleggiatori dovrebbero trattare la preparazione dell’equipaggio come una condizione per l’impiego di navi a combustibile alternativo, non come un adempimento amministrativo dopo la consegna. Per interessi P&I, assicuratori e gestori dei sinistri, qualità della competenza documentata, esercitazioni, procedure e passaggi di consegna può essere centrale per ricostruire un evento. Anche interessi del carico e porti dovrebbero chiarire comunicazioni d’emergenza, zone di esclusione e responsabilità di escalation prima di una toccata o di un bunkeraggio con nuovo combustibile. Il workshop non è una nuova norma, ma segnala con tempestività che la capacità umana sta diventando un controllo critico della decarbonizzazione marittima.

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