Una petroliera commerciale transita in acque vicine allo Stretto di Hormuz, dove gli incidenti di sicurezza segnalati continuano a condizionare la pianificazione dei viaggi e l’esposizione al rischio guerra.
L’8 agosto gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che un missile iraniano ha colpito una nave di proprietà di ADNOC durante il transito nello Stretto di Hormuz. Secondo un servizio dell’Associated Press, le autorità emiratine hanno attribuito l’episodio all’Iran e ADNOC ha dichiarato che non vi sono state vittime. Il nome della nave, il carico, la posizione esatta e l’entità dei danni non sono stati resi pubblici.
Più tardi nello stesso giorno, il centro United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO) ha riferito che una nave a est di Khasab, in Oman, era stata colpita da un proiettile. AP ha riferito che un incendio è stato spento e che nave ed equipaggio erano al sicuro. Al momento della pubblicazione non era chiaro se la segnalazione UKMTO riguardasse la stessa nave ADNOC o un episodio distinto. Questa distinzione è operativamente importante e non dovrebbe essere presunta fino alla conferma dell’operatore, dell’amministrazione di bandiera, delle autorità costiere o di UKMTO.
Gli sviluppi avvengono mentre i colloqui tra Iran e Oman avrebbero riguardato disposizioni per rotte di entrata e uscita più sicure. All’8 agosto non era stato annunciato alcun accordo definitivo e operativamente affidabile. L’IMO aveva già espresso grave preoccupazione per gli attacchi alla navigazione internazionale nella regione, mentre gli EAU hanno affermato che le interruzioni della navigazione incidono sui flussi di petrolio, gas, prodotti petrolchimici, fertilizzanti e altri beni essenziali.
Per armatori e noleggiatori, la questione immediata non riguarda soltanto il rischio di danno fisico, ma anche la possibilità di modifiche con breve preavviso a rotte, scali, piani di bunkeraggio, esposizione degli equipaggi e impegni di consegna del carico. Un colpo di proiettile presso gli approcci di Musandam può interessare le navi prima o dopo il passaggio nello Stretto, non soltanto quelle nel tratto più stretto della via d’acqua. Affidarsi a un unico rapporto d’incidente, a un quadro AIS o ad attribuzioni non verificate sui social media sarebbe rischioso in questo contesto.
**Perché è importante:** Gli operatori con scali nel Golfo dovrebbero riesaminare le valutazioni di sicurezza per singolo viaggio, i protocolli di comunicazione, l’assetto di guardia, le rotte di contingenza, le opzioni di rifugio sicuro e le procedure di notifica contrattuale. Noleggiatori e interessi del carico dovrebbero verificare se le clausole su ritardo, deviazione, rischio guerra, forza maggiore e premio addizionale rispondano a un peggioramento che può essere localizzato, intermittente e definito in modo insufficiente dalle notizie pubbliche. Gli assicuratori P&I, corpi e merci possono richiedere pronta notifica delle modifiche di rotta o di cambiamenti sostanziali dell’esposizione. I comandanti devono seguire le istruzioni di sicurezza della compagnia e gli avvisi ufficiali pertinenti, evitando informazioni non verificate o segnali che possano compromettere la sicurezza della nave.
Al momento, gli incidenti segnalati dimostrano una persistente esposizione ad alto rischio, ma le informazioni pubbliche disponibili non stabiliscono che tutti gli attacchi riportati abbiano coinvolto la stessa nave, lo stesso tipo di carico o lo stesso responsabile.
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